L’idea che uno ha…o meglio l’idea che uno si fa.

   I see you there, smiling at me…everything’s fine with you
But still when I try to reach for you, i just reach out to myself.
Loneliness and despair take over me.

At least she’s not dying here….

Bene…dopo questo piccolo preludio con Miss Amy.
Vi volevo raccontare una cosa, o meglio….vi volevo raccontare una storia.
Avevo intenzione di fare una raccolta in word di tutte queste storie ma fino ad ora non ho mai messo giù niente, questa è la prima e la scriverò di getto, quindi vi prego di scusare eventuali errori, dopotutto è solo una bozza senza molta revisione.

In un tempo non ben definito, quando ancora sulla terra vagavano i Draghi e la magia non aveva paura di mostrarsi esisteva un castello, circondato da giardini pieni di tutti i fiori che l’uomo conoscesse.
Ma qualcosa non andava…Il padrone di quel castello era morto la sera prima e l’atmosfera attorno al palazzo era a diro poco funerea.
Ed ecco arrivare in nostro protagonista…immaginatevelo, un bel ragazzo, forte e giovane ma con l’aria triste e non solo…è arrabbiato, glielo si legge negli occhi.
Arrabbiato col mondo ma sopratutto arrabbiato con sè stesso.
Cammina nel giardino guardando il vialetto e in un moto di nervosismo scalcia una pietra con lo stivale.
Poi alza la testa, e guarda il muro di cinta. Ora negli occhi ha qualcos’altro…forse è speranza, forse è determinazione.
Inizia a correre fino a che non arriva ad un salice piantato al limitare del giardino, ci si arrampica e finalmente guarda oltre le mura.
Solo allora, vediamo cosa sta davvero succedendo intorno alla piccola isola felice a lutto.
Il cielo e cupo e il vento sferza gli alberi e le case vicine, in fondo all’orizzonte c’è un altro castello, più grande, più nero…costruito su un’alta montagna, si riesce a vedere il male, che in volute nere gli si avvolge intorno.
Il nostro eroe sospira guardando il castello, la decisione oramai è presa.

Più su, molto più su…nel Regno dei Cieli, un Angelo…- o forse un dio minore alato…non so di preciso quale forza mistica governasse in quel tempo – si ribella.
"Non è giusto!" urla indicando una finestra nel palazzo fatto di nuvole "sapevamo che sarebbe accaduto! lei morirà! non possiamo stare fermi a guardare"
Ha l’aspetto di una donna, i capelli biondi gli occhi color del cielo, le ali grandi e bianche ripiegate sulla schiena, ha i piedi scalzi, una tunica verde smeraldo e alle mani e alle caviglie anelli d’oro.
Un momento…lì alla mano destra uno degli anelli sta diventando nero…perchè?
"Queste sono le regole…noi non interferiamo"
A parlare è un altro essere Celeste è seduto su un trono di nuvola ha i capelli e la barba neri, una tunica bianca ma non ha le ali.
L’essere biondo apre le ali, è sempre più arabbiata "Moriranno entrambi! Noi siamo i custodi! Non ha senso non interferire!"
Il grande capo sul trono ha perso la pazienza.
"NOI NON INTERFERIAMO!" il palazzo trema e pezetti di nuvola si staccano dalle pareti, per poi tornare immediatamente al loro posto.
"Ora va! Fai il tuo lavoro, Gael"
Gael, l’essere biondo torna coi piedi a terra, chiude ancora le ali e si volta dirigendosi lungo un corridoio del palazzo, mentre cammina si guarda il polso destro, l’anello è sempre più nero.

La torre più alta del Castello nero, è scossa dai singhiozzi di una ragazza.
E’ seduta a terra, il vestito bianco che indossa è sporco e ha l’orlo strappato in più punti.
Guarda il pavimento freddo e polveroso, le sue lacrime continuano a cadere e a bagnarlo, il dolore che sente è insopportabile.
Sente che le pareti di quella stanza in cui è rinchiusa le stanno cadendo lentamente addosso e non può fare nulla per impedirlo, copre il viso con le mani e continua a piangere disperata.
Non può vederle e non può sentirle ma attorno a lei a proteggerla ha un paio di grandi ali bianche.
Una mano si posa sulla sua testa accarezzandole i capelli corvini, ma lei non avverte nemmeno quella, continua a piangere disperata.
Gael appare nella stanza, le si stringe il cuore a vederla così.
"Il suo mondo si sta disintegrando"
L’essere dai capelli rossi che invano cercava di consolarla si alza e guarda Gael.
"Dobbiamo fare qualcosa"
"Cosa ti hanno detto lassù?"
Gael scuote la testa e guarda il compagno, lui ha i capelli ramati, gli occhi scuri e profondi, anche lui come lei indossa una tunica verde e ha tanti bracciali dorati ai polsi e alle caviglie.
Anche sul suo polso destro, un anello è diventato nero.

Il nostro eroe intanto cavalca, cavalca senza sosta, cercando di scappare dai suoi sensi di colpa e dalle sue paure che altrettanto senza sosta lo inseguono.
Gael e il suo compagno gli sono subito accanto le ali spiegate su di lui mentre volano accanto al cavallo che galoppa.
"Non ce la farà mai!"
Rael guarda Gael, lei scuote la testa "Lo aiuteremo noi"
L’angelo biondo si inclina fino a raggiungere l’orecchio del ragazzo.
"Se vuoi salvarla, prima devi salvare te stesso, se vuoi liberarla dalla sofferenza, non farlo col tuo dolore. Se vuoi vederla sorridere ancora non mostrarle che hai paura, le tue paure sono le stesse sue."
Il cavallo impenna, una tigre a tre teste ruggisce minacciosa.
Il nostro eroe smonta da cavallo e si prepara ad affrontarla.

La torre superiore del Castello Nero ora è silenziosa, la ragazza non piange più e seduta sul letto lo sguardo basso, ascolta un uomo, molto più anziano di lei, vestito di nero. Ormai la sua barba e i suoi capelli lunghi sono striati di bianco, è magro e le mani lunghe e ossute sono dotate di unghie lunghe come artigli.
"Domani finalmente saremo sposati" le dice con voce bassa e milleflua "Quello è il tuo vestito per la cerimonia, manderò le ancelle per aiutarti"
"Voi non mi amate davvero…" prova a ribellarsi lei "voi in realtà mi odiate"
Lui sorride malefico "Mia cara, l’amore può essere freddo come l’odio" le dice prima di andarsene via e lasciarla nuovamente sola.
La fanciulla si alza, va alla scrivania e apre un casetto.
Un pugnale con l’elsa d’oro fa bella mostra di sè.
Un’altro angelo compare al suo fianco, non è Gael e non è Rael, ha l’aspetto di donna, i capelli lunghi sono bianchi come la neve e gli occhi violacei.
Indossa una tunica viola come i suoi occhi, le sue ali sono piene di piume nere e come gli altri due ha anelli ai polsi e alle caviglie ma i suoi sono tutti ormai anneriti.
Si avvicina alla fanciulla e sussurra:
"L’amore può essere freddo come la morte, un viaggio di sola andata per dolori senza fine, un impero di odio gentile, oggi senza domani"
La ragazza lascia scorrere un’altra lacrima prima di nascondere il pugnale nel corsetto del suo abito da sposa.

Il nostro Eroe è chino sul collo del cavallo, è stata una lotta estenuante non solo la tigre ma anche due immensi draghi ha dovuto affrontare, ha vinto, certo ma ora gli resta la prova più difficile. si addentra nella foresta alla base del Castello Nero, dove tutto il suo dolore, tutti i suoi rimpianti vengono moltiplicati, vede la fanciulla che ama fra le braccia dello Stregone, lo vede prenderla con se e fare di lei ciò che vuole.
Gael e Rael si tengono per mano, volando sopra di lui, anche loro sono stanchi, la foresta intrisa di magia nera li indebolisce.
Ma insieme parlano al ragazzo per fargli coraggio, e spingerlo ad andare avanti.
"E’ il cerchio del rimpianto, il cerchio dell’odio, il cerchio della morte…le tue paure sono le stesse, il cerchio delle tue paure è lo stesso"

La mattina dopo, nella cappella del Castello Nero, le nozze stanno per essere celebrate, la fanciulla ha intenzione di togliersi la vita sull’altare Duil, l’angelo nero l’accompagna, lo stregone l’attende accanto al Cerimoniere.
E lei cammina lenta lungo la navata centrale, sapendo che quelli sono gli ultimi istanti che le restano da vivere, ha aspettato il suo amore e lo ha aspettato invano, lui non è venuto a salvarla, è rimasto al capezzale di suo padre, come aveva promesso da bambino, giurando obbedienza al suo padrone, e lei adesso andava incontro alla morte.
La cerimonia sta per iniziare, le lacrime rigano il viso della ragazza, sa che è tutto perduto, quando all’improvviso, la porta della cappella si spalanca ed eccolo lì, il suo Eroe, belissimo e fiero con la spada sguainata, si lancia contro lo stregone evitando gli incantesimi che questo gli lancia contro per difendersi, come un falco è su di lui e scatena tutta la sua rabbia.
Gael e Rael si guardano, non deve…sta sbagliando tutto.
La fanciulla lo guarda sconvolta, ora ha paura persino di lui, che differenza c’è fra lui e lo stregone se anche lui è in grado di uccidere?
Il ragazzi si ferma e guarda il vecchio.
Gael si precipita al suo fianco e canta ancora per il suo protetto.
"Se vuoi salvarla, prima devi salvare te stesso, se vuoi liberarla
dalla sofferenza, non farlo col tuo dolore. Se vuoi vederla sorridere
ancora non mostrarle che hai paura, le tue paure sono le stesse sue."
Il ragazzo si ferma.
"Ti lascio vivere" dice allo Stregone "Perchè noi vivremo"
Tende la mano alla sua fanciulla, lei ha ancora le lacrime agli occhi, ma stavolta sono di gioia, si stringe a lui e si lascia prendere in braccio e riportare al suo palazzo, da dove era stata così brutalmente rapita.
Un’altro angelo appare a quel punto, ha le sembianze di donna, le ali rosa come la rosa più bella del giardino degli Dei, i capelli e gli occhi rossi come le fragole estive e la tunica bianca, è scalza anche lei e ai piedi e ai polsi ha come tutti gli altri anelli, ma i suoi sono azzurri d’aria.
Segue i due innamorati sulla via di casa, tracciando dietro di loro una scia di vita che riporta tutto all’antico splendore.
Gael e Rael si guardano, sanno che verranno puniti per aver aiutato il giovane eroe, ma almeno adesso il bracciale al loro polso destro è tornato tutto d’oro e loro possono dire di aver compiuto il loro dovere.

Grazie a questa stupenda canzone e agli HIM per avermi ispirata, so che non è una storia bellissima ma è quello che vedo ogni volta che ascolto  questa canzone, non so se si possa definire una mia creazione o no, è soltanto la mia personale interpretazione di cinque minuti e mezzo di spendida musica.

Il Cerchio della Paura

Heartache’s knocking on her door
Shadows dance outside her window
Tears keep falling on the floor
As the world around her crambles

If you wanna save her
Then first you’ll have to save yourself
If you wanna free her from the hurt
Don’t do it with your pain
If you wanna see her smile again
Don’t show her you’re afraid
‘Cause your circle of fear is the same

Love can be as cold as grave
A one way ticket to endless sorrow
An empire of gentle hate
Today without tomorrow

If you wanna save her
Then first you’ll have to save yourself
If you wanna free her from the hurt
Don’t do it with your pain
If you wanna see her smile again
Don’t show her you’re afraid
‘Cause your circle of fear is the same

It’s the circle of regret
The circle of hate
The circle of death
Your circle of fear is the same
Your circle of fear is the same

If you wanna save her
Then first you’ll have to save yourself
If you wanna free her from the hurt
Don’t do it with your pain
If you wanna see her smile again
Don’t show her you’re afraid
‘Cause your circle of fear is the same

Your circle of fear is the same

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One thought on “L’idea che uno ha…o meglio l’idea che uno si fa.

  1. Io di testarde nella vita ne ho incontrate tante fino ad ora, ma una con la testa dura come la tua, mai! ;P Ma come sempre a me le cose che scrivi piacciono molto e mi immedesimo parecchio quando leggo. Non ho la tua stessa sensibilità, però il fatto che sia una storia così che lascia molto spazio al simbolismo, mi intriga… Sai già cosa penso e resta il fatto che dovresti fidarti sempre di te, delle tue emozioni, della tua capacità di "sentire" e "interpretare" a modo tuo. E’ bellissimo riuscirci, non è da tutti e ognuno lo fa nel suo stile. Dovresti crederci di più in quello che riesci a vivere…

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