La Mia calda strada verso il Natale

Si, calda…perchè il Natale, nonostante capiti nel mese più freddo dell’anno, porta con sè un calore – perdonatemi la sdolcinatezza – che va ben oltre il tempo gelido e la neve.

A prescindere dalla religione, dalla festa legata alla Chiesa e a Gesù Bambino…e al “siamo tutti buoni”, c’è qualche altra cosa che va oltre… è l’idea della tradizione, la consapevolezza che a Natale ci sono quelle “cose”, quei piccoli e grandi gesti che si ripetono puntualmente ogni anno, e senza i quali…un pochino…mi sentirei persa.

Fare i calzoncelli con le “femmine della famiglia” anche se a casa di zia ci sono puntualmente 4 gradi sotto lo zero, e battiamo i denti, anche se Nonna e Zia litigano per la frittura…e per l’impasto…e per il ripieno 🙂

Il 23 è l’Anti-vigilia…e tutti puntualmente si ricordano di fare i regali last minute e si fiondando ai centri commerciali, che sono intasati di macchine e persone…

Il traffico, la pioggia, e le luci di Natale che riempiono gli occhi… mai come quest’anno il mio piccolo paese è stato così bello…sono stra-felice che si siano organizzati così bene, finalmente c’è vita, c’è movimento…bellezza…

E la notte papà porta il pesce, magari dal porto o dalla pescheria e lo pulisce e io sto lì a guardare, a metà fra l’affascinata e lo schifata, solo perchè si chiacchiera di scemate, solo perchè lo si fa tutti gli anni…non è Natale se non si fa….

La frenesia del 24…i negozi aperti tutta la giornata, la pizza o il panino a pranzo…i giri per trovare i regali che ancora mancano all’appello e poi tornare a casa, preparare tutto per gli ospiti…e poi la doccia, i capelli i vestiti…il trucco…

Farsi bella anche se non vai da nessuna parte e la maggior parte delle persone che aspetti per cena, ti ha cambiato i pannolini…non importa.

La battaglia per i regali… chi li vuole aprire subito, chi dopo la mezzanotte…

I litigi… le lacrime, perchè i regali sono sbagliati, perchè la taglia non è giusta, perchè non si ha quello che si aveva desiderato.

E poi la mezzanotte… la piccola marcetta con le candeline e il Gesù Bambino…cantando puntualmente “Tu Scendi dalle Stelle” in maniera sbagliatissima, perchè non ci si ricorda mai le parole e poi il pandoro, il panettone, la raccolta in giro per il salone delle buste e delle carte da regalo, con i soliti avvertimenti.

“Non buttate nessun regalo! Fate attenzione”

I saluti…e “Ci vediamo domani…”

Il 25 è un pò fondamentalmente come una domenica…si mangia tanto e poi si perde tempo, in un modo o nell’altro…

Sms di auguri, film in tv che puntualmente conosci a memoria…ogni tanto si gioca a carte…

Tante piccole cose, che reiterate nel tempo vanno oltre la tradizione cristiana, oltre il mito di Gesù che nasce…oltre la Chiesa e i buoni sentimenti.

C’è chi dice che Natale è una festa consumistica e ipocrita, sicuramente c’è un lato commerciale non indifferente, ma non credo in due cose.

Non credo innanzitutto che ci siano persone che pensano solo ai regali e al consumismo…TUTTI a mezzanotte si scambiano gli auguri e il cuore di ogni singola persona, almeno per un momento, è sintonizzato sul vero spirito del Natale… magari non tutti nello stesso momento, ok… ma tutti. Ne sono certa.

E Non credo secondariamente che il Natale senza doni…senza il lato “consumistico” possa essere veramente completo. I regali, servono ai grandi per dimostrare affetto…per mantenere viva la tradizione e per sentire lo spirito del Natale, quando ormai sono troppo grandi per credere in Babbo Natale  e nel lato prettamente infantile della festa (non mi riferisco alla religione) e i bambini hanno bisogno di credere in Babbo Natale… ora più che mai, mentre il mondo va a rotoli…e c’è tutto quel male alla tv…ora che le dodicenni smettono di pensare alle principesse e vogliono le marche griffate…ora che i tredicenni vogliono solo diventare calciatori che si portano a letto le veline.

Abbiamo bisogno di bambini che credano alle Favole, che ci credano così tanto da portarle nel cuore a vita, anche da adolescenti e da adulti…per trasmetterle poi ai loro figli…

E se per farlo deve essere anche una festa consumistica…che lo sia.

Quest’anno, niente rovinerà la mia strada verso il 25… voglio tutte le mie tradizioni, voglio il mio Natale.

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