We are the Others

Noi siamo gli altri.
Ma quali altri?  Tutti, siamo tutti gli altri.
Questo post è ovviamente e in maniera abbastanza scontata, ispirato a quello che è successo ieri e a quello che è successo nel 2007, ma partiamo con ordine.
Non avevo mai avuto il tempo di interessarmi ai Delain, band olandese di Martjin Westerholt (fratello di Robert dei Within Temptation, tanto per farci capire) se non per brevi e sporadici momenti in cui ascoltavo qualche loro canzone in maniera anche abbastanza distratta per via di qualche collaborazione – The Gathering con Marco Hietala o No Compliance con la stessa Sharon – per esempio.
Fino a quando una mattina, entrando a fare il classico giro dei social network dal cellulare, non leggo sull’account ufficiale dei Within Temptation che sia Sharon che Robert hanno preso parte alle riprese del nuovo video dei Delain – We are the Others.
Che carini!
Penso, ma non è una novità, in un modo o nell’altro ho sempre visto su internet e sui cd che compro gli artisti che seguo collaborare con altri artisti, per musica, video, fotografie… qualsiasi cosa.
Più tardi lo stesso giorno, entrando questa volta su Facebook, c’è un post della pagina ufficiale della fondazione Sophie Lancaster, che diceva più o meno la stessa cosa. ‘Abbiamo preso parte alle riprese del nuovo video dei Delain – We are the Others.
Ed è stato proprio questo che ha scatenato il fulmine a ciel sereno: dovevo assolutamente documentarmi su cosa stesse succedendo nel mondo dei Delain.

Una piccola premessa per chi magari, non conosce Sophie Lancaster.
Sophie era una ragazza inglese, nata nell’86, che l’11 Agosto del 2007, venne attaccata da una banda di ragazzini insieme al suo ragazzo Robert Maltby, e picchiata a sangue freddo praticamente fino all coma.
Perchè? Perchè entrambi erano dark.
Mentre il ragazzo, Robert, si è salvato. Per Sophie non c’è stato niente da fare e dopo tredici giorni, i genitori hanno acconsentito a staccare le macchine che la tenevano in vita.
Per onorare la memoria di Sophie, la sua famiglia e i suoi amici hanno istituito una fondazione, la Sophie Lancaster Foundation, che attraverso la campagna S.O.P.H.I.E. raccoglie fondi per eventi e gruppi di informazione sulle sottoculture e sul rispetto di queste.
S.O.P.H.I.E. – La scritta che poi è diventata il simbolo della campagna e che si trova su quello che è forse il pezzo più famoso del merchandise della fondazione, ha trasformato il nome di Sophie nell’acronimo di “Stamp Out Prejudice Hatred and Intolerance Everywhere” ovvero “calpesta il pregiudizio, l’odio e l’intolleranza ovunque”

Sono venuta a conoscenza dell’episodio e della fondazione grazie alla mia Sassy, la mia prima amica “goth” nel senso più puro e vero dell termine.
Mi aveva raccontato il significato del braccialetto già nel 2007, a Dicembre…o forse nel 2008, ma solo due anni fa, rielaborando il tutto da sola su internet, mi sono sentita coinvolta a tal punto che ho comprato il braccialetto.
Non sono mai stata una ‘dark’ (anche se molte persone l’hanno sempre pensato, Dio solo sa perchè) ma una diversa…una diversa sì.  E vorrei aggiungere che ‘sei diversa’ solo quando ti ci fanno sentire, quando te lo dicono. Quando tutte le idee delle persone che hai intorno non collimano con le tue e improvvissamente la divergenza sembra avere tantissima importanza.
In 25 anni, mi sono sentita dire e dare tantissime definizioni, dalla ‘dark’ alla ‘lesbica’ all’ ‘alternativa’…qualcuno addirittura mi ha chiesto se fossi  ‘satanista’ (ma serio? io? o.O) quindi presumo di essere sicuramente una ‘degli altri’ una parte delle sottoculture, anche se non so precisamente di quale.
Una di quelle persone che è fuori dal coro, dalle masse… anche se è una frase troppo semplicistica per me.
Io sono semplicemente me stessa, una ragazza che cerca di pensare con la sua testa e che combatte tutti i giorni per stare bene, per essere felice e per seguire i propri sogni.
Se poi questo è agire fuori dalla massa non lo so, ma di sicuro le persone che ho avuto intorno e che ho ancora in torno, sembrano avvertire questa differenza.

Tornando ai Delain – cercando su internet ho scoperto che tutto il loro nuovo album – We Are The Others è dedicato a Sophie e alla sua memoria e il singolo della titletrack è stato scritto apposta per lei.
È bastato questo non solo per far salire i Delain nella classifica “artisti che rispetto” ma anche per farmi interessare immediatamente alla loro musica e ve lo dico sinceramente – spaccano. Di brutto.
We Are The Others è una canzone molto bella e anche orecchiabile, il che è fondamentale secondo me, se una canzone è orecchiabile, piacerà anche a persone non abituate al genere e la storia di Sophie raggiungerà anche loro.

E proprio ieri è uscito il video per il singolo, preceduto da una campagna lanciata dalla band – che ha invitato tutti i fan a fare una foto con la scritta “We Are The Others” e a postarla sul loro facebook. Risultato? Un maxi collage che ora fa da sfondo al loro account twitter – ed è per questo che l’altro ieri, sono andata girando con la scritta “We Are The Others” sulla mano – come si vede in foto.

Sono sempre stata profondamente convinta che una canzone valga più di mille parole, e quindi vi lascio con il videoclip di We Are The Others, guardandolo, forse…capirete perchè ho deciso di fare questo post sul blog.
Vi invito anche a non fermarvi qui, e a dare un occhiata a tutti i siti ‘ufficiali’ di Sophie – che trovate sulla pagina facebook ufficiale: The Sophie Lancaster Foundation ci sono tantissime cose in suo onore e penso valga la pena guardarle tutte.

Intanto: Delain – We Are The Others



We are the Others.
Which others? Everyone, we are all the others.
This post is very much obviously inspired by what happened yesterday and by what happened in 2007, but let’s start from the beginning.
I never had the chance to listen carefully to Delain a dutch band founded by Martjin Westerholt (Within Temptation’s Robert’s brother, just so we’re clear) except for some brief moments in which I listened and not even that much carefully to some of their collaborations songs, such as The Gathering with Marco Hietala or No Compliance with Sharon – for example.
Until one morning, while I was having my usual round of the social network with my phone, I read on the official Within Temptation twitter account that Sharon and Robert took part in the recording of the new Delain videoclip – We are the Others.
That’s so cute!
I thought, but it’s not something new, in a way or another, I’ve always seen on the internet and on the albums, artists collaborating with other artists, with music, with videos, with pictures…whatever.
Later the same day, on facebook this time, there’s a post on the official Sophie Lancaster foundation, that said more or less the same thing. ‘We took part of the shootings of the new Delain video – We are the Others.
And that’s what caused the lightning in the clear blue sky: I had to get some infos on what was happening in Delain’s world.

A small insight for who – maybe – doesn’t know a thing about Sophie Lancaster.
Sophie was a english girl, born in the ’86, that on the 11 August 2007, was attacked by a group of teenagers with her boyfriend Robert Maltby, and she was cold-bloodly beaten comatose.
Why? Because they were goths.
While the boy – Robert – got through the injuries safely, there was nothing to do for Sophie, and after 13 days, her parents decided to take her off life support.
To honour Sophie’s memory, her family and her friends decided to set a memorial fund, The Sophie Lancaster foundation, that through the S.O.P.H.I.E. campaign, raises money for events and in order to create respect and understanding of subcultures.
S.O.P.H.I.E. – The writing that later became the symbol of this campaign and that you see on the most famous piece of merchandise of the foundation, the wristband you see in the picture – made Sophie name in the acronym for: “Stamp Out Prejudice Hatred and Intolerance Everywhere”

I came to know about the episode and about the foundation thanks to my Sassy, my first ‘goth’ friend in the truest and purest meaning of the word.
She told me about the wristband in the 2007 already, in December…o maybe 2008, but only two years ago, thinking about the whole thing on my own, and looking for infos on the internet, I felt so involved in this that I had to buy the wristband.
I’ve never been a ‘goth’ (even if many people always thought I was, God only knows why) but a different one…yes, I am different. And I’d like to add that you ‘are different’ only when they make you feel like that, when they tell you. When all the ideas of the people around you are not the same as yours and the difference suddenly becomes of great importance.
In 25 years, I’ve been given and told so many definition…from ‘goth’ to ‘lesbian’ to ‘alternative’…someone even asked me if I was a ‘satanist’ (really? me? o.O) so I think I surely am one of ‘the others’,  a part of the subcultures, even if I don’t know precisely which one.
One of those people that think outside the choir, outside the masses…even if it’s still a too much semplicistic phrase for me.
I simply am myself, a girl who tries to think with her own mind and that fights everyday to feel good, to be happy and to follow her dreams.
If this is to act outside the mass I don’t know, but I surely know that people I’ve been around…people I still am around seems to feel this difference.

Going back to Delain – looking on the internet I found out that their new album – We Are The Others is dedicated to Sophie and her memory and the titletrack single is written just for her.
That was enough to make Delain climb my “artists I respect” chart, but also made me really curious about their music and I am saying this in total honesty – they rock. totally.
We Are The Others is a beautiful song and it’s catchy, and that is essential to me, if a song is catchy, most likely it’s gonna be loved also by people that are not used to the genre and Sophie’s story will reach them too.
Just yesterday the video for the single came out, preceeded by a campaign launched by the band – asking to fans to take a picture with the writing “We Are The Others” and to post it on their Facebook page.
The result? A maxi collage that is right now the wallpaper of their twitter account – and that’s why on Sunday I went around proudly wearing the writing “We Are The Others” on my hand – as you can see in the picture.

I’ve always believed that a song can say more than one thousand words, and so I leave you with the official video for We Are The Others, by watching it, maybe… you’ll undestand why I decided to make this blog post.
I also invite you not to stop at this, and go have a look to all the official websites of Sophie – that you can find on the official facebook page The Sophie Lancaster Foundation there are tons of stuff in her memory and I think it’s worth to have a look to them all.

Meanwhile: Delain – We Are The Others

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2 thoughts on “We are the Others

  1. E’ toccante e shoccante allo stesso tempo, questo post.
    Lo leggo solo oggi, non so perché.
    La storia di Sophie è talmente ingiusta e crudele… essere dark ed essere gay è ancora motivo per essere pestati a morte?! Come cazzo si diverte la gente?
    Penso di essere diversa da tanti, ma l’essere veramente e profondamente diversi, tanto da scavarsi un angolo in cui la gente ha così paura di addentrarsi tanto da aggredirti è ancora peggio…
    E i genitori di questa ragazza, così aperti al mondo e caritatevoli… che rabbia mi sarebbe venuta al loro posto.
    Pensare, io madre, ad uno dei miei figli in mano a sconosciuti… sconosciuti balordi, solo affamati di una malata ricerca di rendere tutto meno strano, per cancellare i diversi.
    Bastardi. Mi si ghiaccia il sangue a leggere queste cose…

    • Sì, la storia di Sophie è tremendamente toccante.
      E purtroppo è vero, ancora oggi le persone non sanno relazionarsi col diverso, la paura, il desiderio di omologare tutto, di confinare le persone a semplici definizioni sono più forti di tutto il resto.
      Quello che i Delain hanno fatto con questo album mi ha colpita profondamente anche per questo.
      Nonostante la mia apparenza ‘normale’ vengo discriminata anche io, con definizioni che non stanno nè in cielo nè in terra…e a volte è veramente frustrante.
      Ma la bellissima unione che si è creata intorno a questa ragazza, non svanirà nel tempo.
      Come dicono le prime frasi della canzone “Cammino con Sophie stasera, lei vive nell’aria che respiro”
      Ci penso ogni mattina, quando indosso il mio bracialetto col suo nome.

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