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Memories

Stamattina, mi è tornato in mente un episodio della mia infanzia… così, random,i ricordi di quel periodo sono un pò confusi, ma scriverò quello che ricordo, come lo ricordo…
Ero in primina, e le maestre dell’asilo dove stavo facendo la scuola, decisero che per fine anno avremmo fatto una recita della “Sirenetta”
Per non far litigare nessuno, si tennero i ruoli principali, ma decisero che ‘Sebastian’ sarebbe stato uno di noi “bambini più grandi”
Ricordo che una mattina, ci misero tutti seduti a terra… davanti alla tv e fecero andare il video di “In Fondo al Mar” chiedendoci di cantarla.
E rimasero non poco sorprese di vedere che la conoscevo perfettamente… la conoscevo così bene che mi diedero la parte.
È stato il mio primo momento “Bitch, please” della mia vita. La Disney era roba mia… ma invece di tirarmela, ricordo di aver pensato che mica ero io la strana che sapeva tutte le canzoni di tutti i film disney usciti a memoria… erano gli altri quelli strani che non le conoscevano! 😀
Ovviamente, siccome non era possibile non far recitare tutti gli altri bambini della primina, decisero che le bambine sarebbero state tutte sirenette e i bambini sarebbero stati tutti principi.
Il problema era che c’erano due maschietti in meno, nella classe e due femminucce in più.
Indovinate chi si è proposta senza nessun problema a ballare con un’altra sirenetta?
Lo so, ero una bimba figa… Principi azzurri? E chi ne ha bisogno? Faccio da sola, sono una bimba forte e indipendente! 😀
LOL….

post-ornament

This morning, something that happened to me when I was a child, came back to my mind…like that, totally random, memories of that period are a little blurry, but I’ll write what I remember as I remember it…

I was in the first grade (I guess, italian system is a bit different) and the teachers decided to have a “Little Mermaid” play for the end of the year.
To make sure no one was gonna fight over it, they were playing all the leading role (Ariel, Triton, Eric and Ursula) but decided that some of us – elder student – was going to be Sebastian.
I remember they took all my class in front of a tv, made us sat on the floor and showed us “Under the sea”, asking us to sing.
They were SO surprised that I knew all the words by heart, they chose me…and I got the part.
It was my first “Bitch please”  moment of my life. Disney was my stuff…but instead of bragging it around, I remember I was confused to see that no one else in my class knew the words to this song… it wasn’t me being all weird at 5 years, knowing all the Disney songs from all the Disney movies, it was them that didn’t knew them! 😀
Obviously, since it wasn’t possible to prevent all the other kids to join the play, they settled thing up so that all the girls were going to be mermaids and all the boys princes.
Problem was that the class had 2 more girls than boys.
Guess who decided it was no problem for her to be dancing with another mermaid?
I know, I was a cool kid… Prince Charming? Who needs them? I do things on my own, I’m a stong and independent child 😀
LOL…

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Fighter

English after the “read more”

Dopo tanti post  ‘poetici’  e  ‘monotematici’, torniamo a parlare di me.Pensiero del dopo doccia… in un periodo in cui sto su per giù facendo talmente tante di quelle cose che a volte lasciarsi andare alla disperazione è quasi naturale.
Ho ripensato alle difficoltà che ho incontrato in questo periodo, a tutte le cose negative e avverse che si sono avventate contro di me una dopo l’altra, e a come ho tenuto duro, continuando a camminare, a come non mi sono arresa.
Non era mai successo in vita mia, non mi ero mai sentita così forte.
Sono sempre andata avanti per la mia strada, ma mai in maniera così immediata… prima mi rintanavo da qualche parte, aspettavo di calmarmi, di recuperare le forze e poi andavo avanti piano. In questi ultimi mesi, reagisco immediatamente, non mi fermo, combatto al momento.
Mi sento una guerriera, ma non una di quelle aggressive, non sono mai stata aggressiva, non lo sono nemmeno adesso, mentre mi difendo.
E pensando a questa cosa, mi è tornata in mente lei, lei…che da bambina mi ha affascinata talmente tanto, che mi è costata il venire insultata alle medie non solo dai compagni di classe, ma anche dai professori.
Perchè, una ragazzina di 15 anni non deve vedere i cartoni animati, no?
Eppure mi ci ritrovavo così tanto perchè lei è una guerriera come me, una guerriera gentile, ma che non si ferma davanti a niente. Esattamente come sono io.
Io sono gentile, ma sono anche una guerriera e oggi lo so.

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We are the Others

Noi siamo gli altri.
Ma quali altri?  Tutti, siamo tutti gli altri.
Questo post è ovviamente e in maniera abbastanza scontata, ispirato a quello che è successo ieri e a quello che è successo nel 2007, ma partiamo con ordine.
Non avevo mai avuto il tempo di interessarmi ai Delain, band olandese di Martjin Westerholt (fratello di Robert dei Within Temptation, tanto per farci capire) se non per brevi e sporadici momenti in cui ascoltavo qualche loro canzone in maniera anche abbastanza distratta per via di qualche collaborazione – The Gathering con Marco Hietala o No Compliance con la stessa Sharon – per esempio.
Fino a quando una mattina, entrando a fare il classico giro dei social network dal cellulare, non leggo sull’account ufficiale dei Within Temptation che sia Sharon che Robert hanno preso parte alle riprese del nuovo video dei Delain – We are the Others.
Che carini!
Penso, ma non è una novità, in un modo o nell’altro ho sempre visto su internet e sui cd che compro gli artisti che seguo collaborare con altri artisti, per musica, video, fotografie… qualsiasi cosa.
Più tardi lo stesso giorno, entrando questa volta su Facebook, c’è un post della pagina ufficiale della fondazione Sophie Lancaster, che diceva più o meno la stessa cosa. ‘Abbiamo preso parte alle riprese del nuovo video dei Delain – We are the Others.
Ed è stato proprio questo che ha scatenato il fulmine a ciel sereno: dovevo assolutamente documentarmi su cosa stesse succedendo nel mondo dei Delain.

Una piccola premessa per chi magari, non conosce Sophie Lancaster.
Sophie era una ragazza inglese, nata nell’86, che l’11 Agosto del 2007, venne attaccata da una banda di ragazzini insieme al suo ragazzo Robert Maltby, e picchiata a sangue freddo praticamente fino all coma.
Perchè? Perchè entrambi erano dark.
Mentre il ragazzo, Robert, si è salvato. Per Sophie non c’è stato niente da fare e dopo tredici giorni, i genitori hanno acconsentito a staccare le macchine che la tenevano in vita.
Per onorare la memoria di Sophie, la sua famiglia e i suoi amici hanno istituito una fondazione, la Sophie Lancaster Foundation, che attraverso la campagna S.O.P.H.I.E. raccoglie fondi per eventi e gruppi di informazione sulle sottoculture e sul rispetto di queste.
S.O.P.H.I.E. – La scritta che poi è diventata il simbolo della campagna e che si trova su quello che è forse il pezzo più famoso del merchandise della fondazione, ha trasformato il nome di Sophie nell’acronimo di “Stamp Out Prejudice Hatred and Intolerance Everywhere” ovvero “calpesta il pregiudizio, l’odio e l’intolleranza ovunque”

Sono venuta a conoscenza dell’episodio e della fondazione grazie alla mia Sassy, la mia prima amica “goth” nel senso più puro e vero dell termine.
Mi aveva raccontato il significato del braccialetto già nel 2007, a Dicembre…o forse nel 2008, ma solo due anni fa, rielaborando il tutto da sola su internet, mi sono sentita coinvolta a tal punto che ho comprato il braccialetto.
Non sono mai stata una ‘dark’ (anche se molte persone l’hanno sempre pensato, Dio solo sa perchè) ma una diversa…una diversa sì.  E vorrei aggiungere che ‘sei diversa’ solo quando ti ci fanno sentire, quando te lo dicono. Quando tutte le idee delle persone che hai intorno non collimano con le tue e improvvissamente la divergenza sembra avere tantissima importanza.
In 25 anni, mi sono sentita dire e dare tantissime definizioni, dalla ‘dark’ alla ‘lesbica’ all’ ‘alternativa’…qualcuno addirittura mi ha chiesto se fossi  ‘satanista’ (ma serio? io? o.O) quindi presumo di essere sicuramente una ‘degli altri’ una parte delle sottoculture, anche se non so precisamente di quale.
Una di quelle persone che è fuori dal coro, dalle masse… anche se è una frase troppo semplicistica per me.
Io sono semplicemente me stessa, una ragazza che cerca di pensare con la sua testa e che combatte tutti i giorni per stare bene, per essere felice e per seguire i propri sogni.
Se poi questo è agire fuori dalla massa non lo so, ma di sicuro le persone che ho avuto intorno e che ho ancora in torno, sembrano avvertire questa differenza.

Tornando ai Delain – cercando su internet ho scoperto che tutto il loro nuovo album – We Are The Others è dedicato a Sophie e alla sua memoria e il singolo della titletrack è stato scritto apposta per lei.
È bastato questo non solo per far salire i Delain nella classifica “artisti che rispetto” ma anche per farmi interessare immediatamente alla loro musica e ve lo dico sinceramente – spaccano. Di brutto.
We Are The Others è una canzone molto bella e anche orecchiabile, il che è fondamentale secondo me, se una canzone è orecchiabile, piacerà anche a persone non abituate al genere e la storia di Sophie raggiungerà anche loro.

E proprio ieri è uscito il video per il singolo, preceduto da una campagna lanciata dalla band – che ha invitato tutti i fan a fare una foto con la scritta “We Are The Others” e a postarla sul loro facebook. Risultato? Un maxi collage che ora fa da sfondo al loro account twitter – ed è per questo che l’altro ieri, sono andata girando con la scritta “We Are The Others” sulla mano – come si vede in foto.

Sono sempre stata profondamente convinta che una canzone valga più di mille parole, e quindi vi lascio con il videoclip di We Are The Others, guardandolo, forse…capirete perchè ho deciso di fare questo post sul blog.
Vi invito anche a non fermarvi qui, e a dare un occhiata a tutti i siti ‘ufficiali’ di Sophie – che trovate sulla pagina facebook ufficiale: The Sophie Lancaster Foundation ci sono tantissime cose in suo onore e penso valga la pena guardarle tutte.

Intanto: Delain – We Are The Others

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Happy bakery – L’allegra pasticceria

To make this post easier for me and for you, italian and english are going to be one after another 🙂
Per rendere questo post più facile per me e per voi, stavolta l’italiano e l’inglese saranno uno dietro l’altro 🙂
Cosa si fa in una giornata grigia di pioggia? Ovviamente una torta!
Ma iniziamo dall’inizio.
Da ieri mattina, sto seguendo una signora in un ufficio, che cerca di insegnarmi il suo lavoro in modo che io sia in grado di sostituirla per qualche tempo, nei pomeriggi però lei ha da fare con altro e quindi resto a casa.
Rientrata ad ora di pranzo, mia madre dice: “Nonna mi ha dato degli yoghurt in scadenza…potremmo farci una torta, con lo stampo a cuore di silicone dell’ikea.”
*.* Detto fatto, nel giro di 3 secondi, ho deciso di cimentarmi in questa avventura. Ora, per chi non legge il blog e per chi non mi conosce…faccio ancora una volta questa premessa, io sono abbastanza imbranata. Soprattutto quando si tratta di dolci, ci provo e ci riprovo perchè mi piace e mi diverto, ma non sono assolutamente un esperta né voglio diventarlo.
Diciamo – però – che siccome voglio essere in grado di fare i dolci da me, ci provo e ci riprovo fino a che non mi vengono bene.
Quindi: Una volta trovata la ricetta adatta, apro il frigo e cerco gli ingredienti, rendendomi conto che c’è subito un problema: la ricetta dice di usare UN solo barattolino di yoghurt, ma io da consumare ne ho ben OTTO.
Sicuramente non posso usarli tutti ma decido in ogni caso di usarne almeno due. Tanto è yoghurt bianco, non ha gusto, non dovrebbero esserci danni, no?

What do you do in a grey rainy day? A cake of course!!
But let’s start from the beginning.
Since yersterday morning, I’ve been following a lady in an office, who’s trying to teach me her job in order for me to be able to take her place for some time in the next months, but in the afternoon she has to take care of some other stuff, so I stay at home.
When I came back at lunch time, my mum said something like: “Grandma gave me some yoghurts which are going to expire soon…we could make a cake, with the heart-shaped silicon mould we got at Ikea”
*.* said and done, in three seconds, I had a plan for the afternoon, I decided to try out this ‘little adventure’. Now for whom that doesn’t know that…I have to say something… I am totally clumsy and goofy, especially in the kitchen, especially if we’re talking cakes. I try and try again because I like it and I have fun with that, but I am in no way an expert and I don’t even wanna become one.
Let’s hust say I want to be able to make cakes on my own, so I try and I try again until I can’t get them right.
So – I go looking for the perfect receipe, I open the fridge, find all the ingredients and I already notice I have a problem: receipe says to use just ONE yoghurt cup, but I have EIGHT.
I can’t surely use them all, but I decided to use two anyway, it’s plain white yoghurt, it has no particular taste, shouldn’t be a problem, right?

Yoghurt and eggs in the bowl -Yoghurt e uova nella ciotola

La ricetta è veramente semplice – dice di mischiare prima le uova con lo yoghurt (vedi foto sopra) poi di infilarci dentro tutti gli altri ingredienti (farina, zucchero, lievito, pizzico di sale e olio di semi o.O ) e girare, poi versare l’impasto e infornare. Cosa può mai andare male?

Receipe is really simple – it says to mix first eggs and yoghurt (see pictures upward) than you just pour inside all the other ingredients (flour, sugar, yeast, a bit of salt, seed oil o.O) and mix everything, than pour the mixture and put it the oven. What can possibly go wrong?

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Sono disponibili nuovi aggiornamenti, fai click qui per scaricarli.

Sì, perchè ovviamente quando la vita si fa frenetica, cogliendoti impreparata, non riesci a coinciliare tutto e i buoni propositi vanno a farsi friggere.
Ma vediamo di ricapitolare cosa mi è successo precisamente in questi 5 mesi e qualcosa:

1) Mi sono Laureata il 12 Aprile, finendo gli ultimi esami praticamente un mese e mezzo prima, ergo ho passato Marzo a lavorare come una forsennata alla mia tesi. Argomento? Video musicali, computer grafica e web 2.0 anche se poi nella discussione la musica ha preso il sopravvento – ovviamente – 😀 Soddisfatta del voto e felice e sollevata di aver finito finalmente l’università italiana, anche se ovviamente la paura per il futuro è fortissima e pressante. Ma si va avanti.

2) Ho preso in seria – serissima – considerazione l’idea di andare a fare il master (la specialistica) all’estero. Per diventare quello che voglio diventare sembra essere la cosa migliore. Ho adocchiato un paio di corsi e sto decidendo in merito… non è facilissimo e ne sono consapevole, ma le alternative qui quali sono?

3) Ho usato i soldi ricevuti in regalo per la festa di laurea per passare un mese all’estero – per cercare informazioni che mi permettessero ovviamente di scegliere in merito al master. Oltre che ovviamente per vacanza.
La nazione scelta? Finlandia. Sì, lo so sono un pò prevedibile.

Che altro c’è da sapere? Sono ancora in cammino per migliorare me stessa, la lista delle cose da fare è lunga e ogni volta che ne spunto una se ne aggiunge un’altra in basso ma mi consola la consapevolezza che alla fine o finiranno e ce l’avrò fatta o sarà così per il resto della vita. Non tornerò sicuramente indietro e non sarò mai più “peggio di così” quindi è tutto ok.

Gli aggiornamenti importanti, sono stati scaricariti. Riavviare il computer per renderli effettivi.

New updates available, clik here to download.
Yeah because when life gets hectic, taking you by surprise, you just can’t settle everything and good intentions go to hell.
But let’s try to recap what happened in those 5 months:

1) I got a degree on the 12th April, ending the last exams just on time (a month and a half before) so I spend March working like crazy on my final thesis. Topic? Music videos, computer graphics and web 2.0 even if in the discussion music took over – of course – 😀 I’m really satisfied with the grade I got and I’m relieved and happy that my time with italian university is officially over, even if of course fear of the future is here and it’s strong and hard but we have to go on, right? 😀

2) I am really considering about doing my master degree in another country. To become what i want to be it seems to be the best choice. I’ve saw a couple of courses that seems to suit me and I’m thinking about the possibility.

3)I used the money I got on my degree-party to spend a month abroad and gather infos that would help me to chose about the master course, and also holiday of course 😀 Chosen country? Finland. I know I’m a bit predictable.

What else? I’m still on the road to fix myself and become a better person, the list of the things I have to do is pretty long and everytime I erase something I have to add another at the bottom, but what does comfort me is that in the end I will run out of things to write or eventually this will become my routine life with myself. What’s for sure is that I won’t ever make steps backwords and become again “worse than this” no way. So all is good.

Updates have been downloaded. Reboot the system to make them work.

 

You can’t live without the fire…it’s the heat that makes you strong.
‘cause you’re born to live and fight it all the way.
You can’t hide what lies inside you, it’s the only thing you know.
You’ll embrace it and never walk away, don’t walk away.

New Life

Grandi cambiamenti nell’aria.
Penso siano abbastanza evidenti…visto che all’improvviso il nick è cambiato, il layout è cambiato e ho deciso di tornare a postare qui più spesso, cercando di avere una certa continuità.
Fare un nuovo blog mi sembrava uno spreco, sopratutto perchè correvo il rischio di abbandonare questo e c’è un valore affettivo non indifferente.
Quindi ho optato per un rinnovo totale e completo e la decisione di pubblicare tutto in due lingue.
Sotto il post in italiano, ci sarà quello in inglese, probabilmente non saranno troppo lunghi e forse non saranno tutti i giorni, ma mi impegnerò più che posso.
Inoltre, ho deciso di pubblicizzare un pochino – sopratutto su facebook – nel bene e nel male, in modo che si spera io abbia un pochino di feedback o di commenti su qualcosa (anche se so di non scrivere cose interessanti)
Detto questo: Chi è Siri?
Siri è un idea, tenuta nascosta da oramai più di un anno e mezzo. Un nome fittizio dato ad una serie di aggettivi e comportamenti, a dei traguardi che voglio e devo provare a raggiungere.
Ho sempre avuto standard altissimi, sopratutto per me stessa e sono sempre stata – sono ancora – il mio primo nemico. La prima che si butta a terra, la prima a pensare di non valere niente.
Fra il 2010 e il 2011 ho cercato di migliorare me stessa partendo da cose semplici, come l’organizzazione della casa a Macerata, arrivando a cose più difficili come la dieta, la conclusione del percorso universitario e sopratutto il riuscire ad addolcire il modo in cui mi guardo. Cose che probabilmente sono ancora in corso d’opera.
Durante questi due anni, ho continuato ad usare questo blog come facevo prima, semplicemente come posto di sfogo, ma arrivano momenti in cui hai bisogno di nuovi stimoli e cominciare l’anno nuovo così (anche se ho perso già 25 giorni) mi è sembrata un idea che poteva aiutarmi.
Diventare ‘Siri’ è l’obiettivo che mi sono prefissata oramai da un anno e adesso, nel 2012 ho un piano abbastanza teorico del percorso e qui voglio provare a documentarlo.
Il primo passo è portare alla luce – con i dovuti tempi – questa idea, imparare ad accettare il fatto che esiste…che è davvero qualcosa che voglio provare a diventare. Un idea resta un idea nel momento in cui non va oltre la tua testa. Ed è per questo che mi sono decisa a assumere questo ruolo in questo blog.
Renderla reale, mi aiuterà a realizzare i miei obiettivi ad avere il coraggio di seguire finalmente i miei sogni.
Un ultima cosa, tutti i commenti saranno bene accetti – critiche comprese – ma non provate a prendermi in giro. Questa cosa è importante ed esigo che venga trattata col rispetto che merita.
Detto questo, buona permanenza.

Great Changes!
The fact that I’m writing the translation for my italian post is surely one of them.
If you come here, and you’re english speaking – or not italian – you probably know me from facebook (especially since I have the intention to spam my blog there) so welcome here for the first time!
This is my new re-vamped, blog.
I changed the look and most of all, I changed my nickname from ‘LadyMaeve’ to ‘Siri’ and I intend to post here as often as I can, it maybe not be everyday, but I’ll do my best in keeping this thing up.
Now, who was ‘LadyMaeve’ and who is ‘Siri’ and why I decided to change?
Both were ideas, ideas of who I wanted and I want now to become.
Nicknames given to adjectives, moods, behaviours, styles of life I want to achieve.
You should know I’ve always been my own worst enemy – and no kidding here – I’m always the one to bring me down, that screams I’m not worth it, that I’m never gonna make it.
In the last two years, starting from 2010 I started walking a road to change that, beginning from the most simple things, like keeping my house clean and landing to most difficult ones, like putting myself on a diet and most of all soften the look I give to myself, both phisical and mental. I need to feel good in my skin, and of course…some of those things I’m still working on.
During both 2010 and 2011 I kept using this place as an outlet for my feelings, but times comes when you need another change, something new, something to help you hang in there, to keep you focused on your aims.
Becoming ‘Siri’ is the aim I’ve been having for more than a year and now, in 2012 I have a plan – still pretty theorical – on how to do that. And documenting this path here seemed to me an idea that could help me stay focused on it.
The first thing, in my mind was bringing this idea to light: sharing it with others, because an idea stays an idea if it doesn’t get the chance to live outside your mind. Of course i’m not doing it straight away, this is an intimate and personal issue, but becoming Siri at least with a nickname felt like the right start to it.
Changing a simple thing as a nickname and renewing this blog is the beginning of becoming her. Such a simple thing is going to help me realize my goals and hopefully will give me strenght and courage to finally learn to chase my dreams, this time for real.
Last two things: Since of course I’m not english native speaker, please if you notice some lines in the english version of my entries that is not correct or some general mistakes (not talking about typos :P) Just let me know.
One if the reasons I’m doing this thing in both language is to practise my english and to improve it.
And the last thing is: Every comment – even critics – are well accepted, but don’t even try to mock or make fun of me. These things – as I said – are intimate and personal and I pretend them to be treated with the respect they deserve.
All this said: Welcome here again 😀