Archivi

Mind your own business

When something becomes of public domain (and it happens especially on social networks, but also offline, with simple chat between relatives or friends) everyone feels entitled to say something about it, wheather to the direct person of interest or to some friends/relatives.
It doesn’t work like that with me: I. JUST. DON’T. FU**ING. CARE.
I do not have an opinion on everybody’s life, as long as it’s fine for you, it’s fine by me.
Your life, your choices.
My life, my choices.
The only opinions I care about are the ones I go and seek for myself and if I didn’t ask for yours…well, you do the math.

Annunci

=

64755_4800147838340_1523027438_nQuesto post, forse ha da calendario qualche giorno di ritardo, visto che il boom c’è stato il 26, ma temi come questi – purtroppo – e lo ripeto PURTROPPO, non hanno mai scadenza, non c’è mai una sola giornata.
Si continua soltanto e inevitabilmente a scontrarsi con persone che rifiutano categoricamente di capire. Come se ci fosse qualcosa da capire poi…
Però iniziamo dall’inizio, di che cosa sto parlando esattamente? Di amore. Di matrimonio.
Attualmente ad alcune coppie è proibito sposarsi. Sposarsi in chiesa, sposarsi in comune. Proibito. Come se vivessimo nel 1800.
Ovviamente sto parlando delle coppie formate da due persone dello stesso sesso: gay, omosessuali, lesbiche, trans, bisessuali… c’è tutto un mondo, un universo addirittura sulla sessualità così vasto (universo appunto) che alcune cose sfuggono ancora alla me più curiosa.
Il punto è che non importa. NON IMPORTA.

Non ritengo di aver avuto un educazione particolarmente restrittiva o particolarmente permissiva. Anzi, credo che queste tematiche all’interno della mia famiglia le ho portate io stessa, quando nel 2001 – a 14 anni – ho iniziato a seguire i The Ark.
E non sto qui a parlare di loro…perchè altrimenti questo post sarebbe troppo lungo, però una cosa c’è da dirla…loro hanno spalancato le porte della mia mente da adolescente all’amore fra persone dello stesso sesso, e lo hanno fatto in maniera così naturale, così ‘normale’ che non ho MAI e ripeto MAI pensato che fosse sbagliato, che fosse peccato, che fosse qualcosa di inconcepibilmente perverso o diabolico.
Le persone si amano, che altro c’è da dire?

Ho realizzato di essere ‘speciale’, nel mio pensiero quando ho visto le facce dei miei compagni di classe prima e di alcune altre persone dopo, quando innocentemente ho messo in mezzo il discorso, esprimendo la mia opinione.
Esprimere la mia opinione su questo argomento, esprimere la mia opinione sull’amore mi ha etichettata più volte come ‘lesbica’ – come se poi fosse un insulto!

Ho realizzato di essere ‘speciale’, nel mio pensiero quando amiche che amavano altre amiche, sono rimaste assolutamente sconvolte dal mio atteggiamento di naturalezza nei loro confronti, dopo che avevo scoperto che loro amavano delle donne.
Mi sono allibita, quando un amica mi è venuta vicino, in discoteca una sera – ad una festa per ‘persone come loro’ – scusandosi di aver baciato la sua ragazza dell’epoca.
“Scusa se lo faccio, ma qui sono libera di farlo” questo è stato più o meno quello che mi ha detto…
Ed erano una delle cose più carine che avessi mai visto negli ultimi anni.
Nonostante lo fossero, lo fossero davvero…lei si sentiva in dovere di scusarsi nei miei confronti. Come se quello che stesse facendo fosse sbagliato, come se fosse una cosa orribile.
Mi sento male solo a pensare che ci sono tante ragazze, tante donne, tanti ragazzi, tanti uomini come lei… in tutto il mondo.
Continua a leggere

Memories

Stamattina, mi è tornato in mente un episodio della mia infanzia… così, random,i ricordi di quel periodo sono un pò confusi, ma scriverò quello che ricordo, come lo ricordo…
Ero in primina, e le maestre dell’asilo dove stavo facendo la scuola, decisero che per fine anno avremmo fatto una recita della “Sirenetta”
Per non far litigare nessuno, si tennero i ruoli principali, ma decisero che ‘Sebastian’ sarebbe stato uno di noi “bambini più grandi”
Ricordo che una mattina, ci misero tutti seduti a terra… davanti alla tv e fecero andare il video di “In Fondo al Mar” chiedendoci di cantarla.
E rimasero non poco sorprese di vedere che la conoscevo perfettamente… la conoscevo così bene che mi diedero la parte.
È stato il mio primo momento “Bitch, please” della mia vita. La Disney era roba mia… ma invece di tirarmela, ricordo di aver pensato che mica ero io la strana che sapeva tutte le canzoni di tutti i film disney usciti a memoria… erano gli altri quelli strani che non le conoscevano! 😀
Ovviamente, siccome non era possibile non far recitare tutti gli altri bambini della primina, decisero che le bambine sarebbero state tutte sirenette e i bambini sarebbero stati tutti principi.
Il problema era che c’erano due maschietti in meno, nella classe e due femminucce in più.
Indovinate chi si è proposta senza nessun problema a ballare con un’altra sirenetta?
Lo so, ero una bimba figa… Principi azzurri? E chi ne ha bisogno? Faccio da sola, sono una bimba forte e indipendente! 😀
LOL….

post-ornament

This morning, something that happened to me when I was a child, came back to my mind…like that, totally random, memories of that period are a little blurry, but I’ll write what I remember as I remember it…

I was in the first grade (I guess, italian system is a bit different) and the teachers decided to have a “Little Mermaid” play for the end of the year.
To make sure no one was gonna fight over it, they were playing all the leading role (Ariel, Triton, Eric and Ursula) but decided that some of us – elder student – was going to be Sebastian.
I remember they took all my class in front of a tv, made us sat on the floor and showed us “Under the sea”, asking us to sing.
They were SO surprised that I knew all the words by heart, they chose me…and I got the part.
It was my first “Bitch please”  moment of my life. Disney was my stuff…but instead of bragging it around, I remember I was confused to see that no one else in my class knew the words to this song… it wasn’t me being all weird at 5 years, knowing all the Disney songs from all the Disney movies, it was them that didn’t knew them! 😀
Obviously, since it wasn’t possible to prevent all the other kids to join the play, they settled thing up so that all the girls were going to be mermaids and all the boys princes.
Problem was that the class had 2 more girls than boys.
Guess who decided it was no problem for her to be dancing with another mermaid?
I know, I was a cool kid… Prince Charming? Who needs them? I do things on my own, I’m a stong and independent child 😀
LOL…

Home is where the pain is.

Sunset

It took time, took time to develop a concept
A new me
based upon the traits from which I could not flee
It took time, took time to embrace the nature
All my dreams
All this time just turned into a sad long wait

This sad long tale of moments passé
must come to an end before it is too late
Wasn’t born to hate, I was made to love
but I never knew it was so hard

It took time, took time to accept the fact
that one must lose
everything except what you do not choose

It’s taken time, long time and yet more time
it will take
before my heart is free and brave enough to break

This sad long tale of moments passé
must come to an end before it is too late
Wasn’t born to hate, I was made to love
but I never knew it was so hard

This sad bouquet of forget-me-not
that I threw away is growing scars and dots
In this weary heart where there’s a bird, so shy
but one of these days that bird will learn to fly

 

Fighter

English after the “read more”

Dopo tanti post  ‘poetici’  e  ‘monotematici’, torniamo a parlare di me.Pensiero del dopo doccia… in un periodo in cui sto su per giù facendo talmente tante di quelle cose che a volte lasciarsi andare alla disperazione è quasi naturale.
Ho ripensato alle difficoltà che ho incontrato in questo periodo, a tutte le cose negative e avverse che si sono avventate contro di me una dopo l’altra, e a come ho tenuto duro, continuando a camminare, a come non mi sono arresa.
Non era mai successo in vita mia, non mi ero mai sentita così forte.
Sono sempre andata avanti per la mia strada, ma mai in maniera così immediata… prima mi rintanavo da qualche parte, aspettavo di calmarmi, di recuperare le forze e poi andavo avanti piano. In questi ultimi mesi, reagisco immediatamente, non mi fermo, combatto al momento.
Mi sento una guerriera, ma non una di quelle aggressive, non sono mai stata aggressiva, non lo sono nemmeno adesso, mentre mi difendo.
E pensando a questa cosa, mi è tornata in mente lei, lei…che da bambina mi ha affascinata talmente tanto, che mi è costata il venire insultata alle medie non solo dai compagni di classe, ma anche dai professori.
Perchè, una ragazzina di 15 anni non deve vedere i cartoni animati, no?
Eppure mi ci ritrovavo così tanto perchè lei è una guerriera come me, una guerriera gentile, ma che non si ferma davanti a niente. Esattamente come sono io.
Io sono gentile, ma sono anche una guerriera e oggi lo so.

Continua a leggere

Lontano, più lontano, troppo lontano.

“Farther Away”

I took their smiles and I made them mine.
Ho preso i loro sorrisi, e li ho fatti miei.
I sold my soul just to hide the light.
Ho venduto la mia anima, solo per sfuggire la luce.
And now I see what I really am,
E ora vedo quello che sono davvero,
A thief a whore, and a liar.
Una ladra, una puttana, e una bugiarda.
I run to you,
Corro da te,
(And run away from this hell)
(E scappo via da questo inferno)
Call out your name,
Urlo il tuo nome,
(Giving up, giving in)
(Cedendo, arrendendomi)
I see you there,
Ti vedo lì,
(Still you are)
(Sei ancora)
Farther away.
Troppo lontano.

Im numb to you – numb and deaf and blind.
Sono insensibile per te – insensibile e sorda e cieca.
You give me all but the reason why.
Mi dai tutto, tranne il motivo.
I reach but I feel only air at night.
Mi sporgo ma sento solo aria la notte.
Not you, not love, just nothing.
Non te, non l’amore, solo niente.
I run to you,
Corro da te,
(And run away from this hell)
(E scappo via da questo inferno)
Call out your name,
Urlo il tuo nome,
(Giving up, giving in)
(Cedendo, arrendendomi)
I see you there,
Ti vedo lì,
(Still you are)
(Sei ancora)
Farther away.
Troppo lontano.

Try to forget you,
Provo a dimenticarti,
But without you I feel nothing.
Ma senza di te, non sento niente.
Don’t leave me here, by myself.
Non lasciarmi qui, da sola.
I can’t breathe.
Non posso respirare.
I run to you,
Corro da te.
(And run away from this hell)
(E scappo via da questo inferno)
Call out your name,
Urlo il tuo nome,
(Giving up, giving in)
(Cedendo, arrendendomi)
I see you there,
Ti vedo lì,
(Still you are)
(Sei ancora)
Farther away.
Troppo lontano.

I run to you,
Corro da te.
(And run away from this hell)
(E scappo via da questo inferno)
Call out your name,
Urlo il tuo nome,
(Giving up, giving in)
(Cedendo, arrendendomi)
I see you there,
Ti vedo lì,
(Still you are)
(Sei ancora)
Farther away.
Troppo lontano.
Farther away,
Troppo lontano,
farther away,
troppo lontano,
farther away,
troppo lontano,
farther away,
troppo lontano,
farther away.
troppo lontano.



Foto e traduzione fatte da me.

Picture and translation by me.

11th September

Non sono sicura che si dovrebbe ricordare questo giorno;  i morti e la loro memoria vanno sicuramente rispettati e va reso omaggio alle 2974 persone che hanno perso la vita 11 anni fa. E sono in prima linea per questo.Ma d’altro canto, segnare questo giorno nella storia equivale a dare importanza a quelle bestie che difendendosi con lo scudo della religione, si sono prese il diritto di spezzare tutte quelle vite umane.
Non lo so… a volte la punizione più forte mi sembra essere nell’oblio.
Tu non esisti, per noi non sei nessuno, non hai importanza.
Ma le persone uccise…oh quelle hanno importanza eccome.
Ed è per questo che scrivo questo post, adesso.
Perchè a prescindere da quello che penso, quello che sento è un’altra cosa.
Il mondo intero è stato ferito, esattamente come è stato ferito con l’olocausto, esattamente come è stato ferito con tutte le guerre che sono precedute prima, con tutto il sangue che è stato versato.
La pace è utopica, lo so bene. E la vendetta dovrebbe essere sovrannaturale. Onestamente spero lo sia, spero che un giorno, nell’aldilà, nel mondo degli spiriti, nell’inferno, in qualunque posto queste persone vadano dopo morte ricevano sulla loro anima tutta la sofferenza che hanno causato, tutto il dolore, non solo delle persone che hanno ucciso, ma dei loro familiari, dei loro amici, di tutte le persone del mondo che si riuniscono e si riuniranno per tutti gli anni a seguire, per ricordare quanto dolore è stato causato.
Perchè alla fine, noi non dimenticheremo e non perdoneremo.
p.s. So che la canzone è stata scritta per altri scopi, ma non ne trovo un’altra che definisca meglio i miei sentimenti.

I’m not sure this days should be remembered; dead and their memory has to be respected and w should pay honor to the 2974 people that lost their lives 11 years ago. And I’m in the first line for this.
But on the other hand, sign this day in history is giving importance to those beasts that shielding themselves with the shield of religion, took the right of killing so many human lives.
I don’t know…sometimes the strongest punishment seems the oblivion to me.
You don’t exist, to us you’re no one, you don’t matter.
But the people killed…oh they do matter.
And that’s why I’m writing this post right now.
Because what I think and what I feel are two different things.
The whole world has been hurt, just as it was hurt with the holocaust, just as it was hurt with all the wars that preceeded, with all the blood shed.
Peace is utopic, I know that. And vengeance should be supernatural. Honestly I hope it is, I hope that one day in the afterworld, in the world of the spirits, in hell, in whatever place those ‘people’ will go after they’re dead they’ll receive upon their soul all the suffering they caused, all the pain not only of the people they killed, but also those of their families, of their friends, of all the people that gather together and will gather in the future years, to remember all the pain that’s been cause.
Because in the end, we will not forget and will not forgive.

p.s. I know this song was written for something else, but I can’t find one that better can define my feeling.