Lontano, più lontano, troppo lontano.

“Farther Away”

I took their smiles and I made them mine.
Ho preso i loro sorrisi, e li ho fatti miei.
I sold my soul just to hide the light.
Ho venduto la mia anima, solo per sfuggire la luce.
And now I see what I really am,
E ora vedo quello che sono davvero,
A thief a whore, and a liar.
Una ladra, una puttana, e una bugiarda.
I run to you,
Corro da te,
(And run away from this hell)
(E scappo via da questo inferno)
Call out your name,
Urlo il tuo nome,
(Giving up, giving in)
(Cedendo, arrendendomi)
I see you there,
Ti vedo lì,
(Still you are)
(Sei ancora)
Farther away.
Troppo lontano.

Im numb to you – numb and deaf and blind.
Sono insensibile per te – insensibile e sorda e cieca.
You give me all but the reason why.
Mi dai tutto, tranne il motivo.
I reach but I feel only air at night.
Mi sporgo ma sento solo aria la notte.
Not you, not love, just nothing.
Non te, non l’amore, solo niente.
I run to you,
Corro da te,
(And run away from this hell)
(E scappo via da questo inferno)
Call out your name,
Urlo il tuo nome,
(Giving up, giving in)
(Cedendo, arrendendomi)
I see you there,
Ti vedo lì,
(Still you are)
(Sei ancora)
Farther away.
Troppo lontano.

Try to forget you,
Provo a dimenticarti,
But without you I feel nothing.
Ma senza di te, non sento niente.
Don’t leave me here, by myself.
Non lasciarmi qui, da sola.
I can’t breathe.
Non posso respirare.
I run to you,
Corro da te.
(And run away from this hell)
(E scappo via da questo inferno)
Call out your name,
Urlo il tuo nome,
(Giving up, giving in)
(Cedendo, arrendendomi)
I see you there,
Ti vedo lì,
(Still you are)
(Sei ancora)
Farther away.
Troppo lontano.

I run to you,
Corro da te.
(And run away from this hell)
(E scappo via da questo inferno)
Call out your name,
Urlo il tuo nome,
(Giving up, giving in)
(Cedendo, arrendendomi)
I see you there,
Ti vedo lì,
(Still you are)
(Sei ancora)
Farther away.
Troppo lontano.
Farther away,
Troppo lontano,
farther away,
troppo lontano,
farther away,
troppo lontano,
farther away,
troppo lontano,
farther away.
troppo lontano.



Foto e traduzione fatte da me.

Picture and translation by me.

We are the Others

Noi siamo gli altri.
Ma quali altri?  Tutti, siamo tutti gli altri.
Questo post è ovviamente e in maniera abbastanza scontata, ispirato a quello che è successo ieri e a quello che è successo nel 2007, ma partiamo con ordine.
Non avevo mai avuto il tempo di interessarmi ai Delain, band olandese di Martjin Westerholt (fratello di Robert dei Within Temptation, tanto per farci capire) se non per brevi e sporadici momenti in cui ascoltavo qualche loro canzone in maniera anche abbastanza distratta per via di qualche collaborazione – The Gathering con Marco Hietala o No Compliance con la stessa Sharon – per esempio.
Fino a quando una mattina, entrando a fare il classico giro dei social network dal cellulare, non leggo sull’account ufficiale dei Within Temptation che sia Sharon che Robert hanno preso parte alle riprese del nuovo video dei Delain – We are the Others.
Che carini!
Penso, ma non è una novità, in un modo o nell’altro ho sempre visto su internet e sui cd che compro gli artisti che seguo collaborare con altri artisti, per musica, video, fotografie… qualsiasi cosa.
Più tardi lo stesso giorno, entrando questa volta su Facebook, c’è un post della pagina ufficiale della fondazione Sophie Lancaster, che diceva più o meno la stessa cosa. ‘Abbiamo preso parte alle riprese del nuovo video dei Delain – We are the Others.
Ed è stato proprio questo che ha scatenato il fulmine a ciel sereno: dovevo assolutamente documentarmi su cosa stesse succedendo nel mondo dei Delain.

Una piccola premessa per chi magari, non conosce Sophie Lancaster.
Sophie era una ragazza inglese, nata nell’86, che l’11 Agosto del 2007, venne attaccata da una banda di ragazzini insieme al suo ragazzo Robert Maltby, e picchiata a sangue freddo praticamente fino all coma.
Perchè? Perchè entrambi erano dark.
Mentre il ragazzo, Robert, si è salvato. Per Sophie non c’è stato niente da fare e dopo tredici giorni, i genitori hanno acconsentito a staccare le macchine che la tenevano in vita.
Per onorare la memoria di Sophie, la sua famiglia e i suoi amici hanno istituito una fondazione, la Sophie Lancaster Foundation, che attraverso la campagna S.O.P.H.I.E. raccoglie fondi per eventi e gruppi di informazione sulle sottoculture e sul rispetto di queste.
S.O.P.H.I.E. – La scritta che poi è diventata il simbolo della campagna e che si trova su quello che è forse il pezzo più famoso del merchandise della fondazione, ha trasformato il nome di Sophie nell’acronimo di “Stamp Out Prejudice Hatred and Intolerance Everywhere” ovvero “calpesta il pregiudizio, l’odio e l’intolleranza ovunque”

Sono venuta a conoscenza dell’episodio e della fondazione grazie alla mia Sassy, la mia prima amica “goth” nel senso più puro e vero dell termine.
Mi aveva raccontato il significato del braccialetto già nel 2007, a Dicembre…o forse nel 2008, ma solo due anni fa, rielaborando il tutto da sola su internet, mi sono sentita coinvolta a tal punto che ho comprato il braccialetto.
Non sono mai stata una ‘dark’ (anche se molte persone l’hanno sempre pensato, Dio solo sa perchè) ma una diversa…una diversa sì.  E vorrei aggiungere che ‘sei diversa’ solo quando ti ci fanno sentire, quando te lo dicono. Quando tutte le idee delle persone che hai intorno non collimano con le tue e improvvissamente la divergenza sembra avere tantissima importanza.
In 25 anni, mi sono sentita dire e dare tantissime definizioni, dalla ‘dark’ alla ‘lesbica’ all’ ‘alternativa’…qualcuno addirittura mi ha chiesto se fossi  ‘satanista’ (ma serio? io? o.O) quindi presumo di essere sicuramente una ‘degli altri’ una parte delle sottoculture, anche se non so precisamente di quale.
Una di quelle persone che è fuori dal coro, dalle masse… anche se è una frase troppo semplicistica per me.
Io sono semplicemente me stessa, una ragazza che cerca di pensare con la sua testa e che combatte tutti i giorni per stare bene, per essere felice e per seguire i propri sogni.
Se poi questo è agire fuori dalla massa non lo so, ma di sicuro le persone che ho avuto intorno e che ho ancora in torno, sembrano avvertire questa differenza.

Tornando ai Delain – cercando su internet ho scoperto che tutto il loro nuovo album – We Are The Others è dedicato a Sophie e alla sua memoria e il singolo della titletrack è stato scritto apposta per lei.
È bastato questo non solo per far salire i Delain nella classifica “artisti che rispetto” ma anche per farmi interessare immediatamente alla loro musica e ve lo dico sinceramente – spaccano. Di brutto.
We Are The Others è una canzone molto bella e anche orecchiabile, il che è fondamentale secondo me, se una canzone è orecchiabile, piacerà anche a persone non abituate al genere e la storia di Sophie raggiungerà anche loro.

E proprio ieri è uscito il video per il singolo, preceduto da una campagna lanciata dalla band – che ha invitato tutti i fan a fare una foto con la scritta “We Are The Others” e a postarla sul loro facebook. Risultato? Un maxi collage che ora fa da sfondo al loro account twitter – ed è per questo che l’altro ieri, sono andata girando con la scritta “We Are The Others” sulla mano – come si vede in foto.

Sono sempre stata profondamente convinta che una canzone valga più di mille parole, e quindi vi lascio con il videoclip di We Are The Others, guardandolo, forse…capirete perchè ho deciso di fare questo post sul blog.
Vi invito anche a non fermarvi qui, e a dare un occhiata a tutti i siti ‘ufficiali’ di Sophie – che trovate sulla pagina facebook ufficiale: The Sophie Lancaster Foundation ci sono tantissime cose in suo onore e penso valga la pena guardarle tutte.

Intanto: Delain – We Are The Others

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Happy bakery – L’allegra pasticceria

To make this post easier for me and for you, italian and english are going to be one after another 🙂
Per rendere questo post più facile per me e per voi, stavolta l’italiano e l’inglese saranno uno dietro l’altro 🙂
Cosa si fa in una giornata grigia di pioggia? Ovviamente una torta!
Ma iniziamo dall’inizio.
Da ieri mattina, sto seguendo una signora in un ufficio, che cerca di insegnarmi il suo lavoro in modo che io sia in grado di sostituirla per qualche tempo, nei pomeriggi però lei ha da fare con altro e quindi resto a casa.
Rientrata ad ora di pranzo, mia madre dice: “Nonna mi ha dato degli yoghurt in scadenza…potremmo farci una torta, con lo stampo a cuore di silicone dell’ikea.”
*.* Detto fatto, nel giro di 3 secondi, ho deciso di cimentarmi in questa avventura. Ora, per chi non legge il blog e per chi non mi conosce…faccio ancora una volta questa premessa, io sono abbastanza imbranata. Soprattutto quando si tratta di dolci, ci provo e ci riprovo perchè mi piace e mi diverto, ma non sono assolutamente un esperta né voglio diventarlo.
Diciamo – però – che siccome voglio essere in grado di fare i dolci da me, ci provo e ci riprovo fino a che non mi vengono bene.
Quindi: Una volta trovata la ricetta adatta, apro il frigo e cerco gli ingredienti, rendendomi conto che c’è subito un problema: la ricetta dice di usare UN solo barattolino di yoghurt, ma io da consumare ne ho ben OTTO.
Sicuramente non posso usarli tutti ma decido in ogni caso di usarne almeno due. Tanto è yoghurt bianco, non ha gusto, non dovrebbero esserci danni, no?

What do you do in a grey rainy day? A cake of course!!
But let’s start from the beginning.
Since yersterday morning, I’ve been following a lady in an office, who’s trying to teach me her job in order for me to be able to take her place for some time in the next months, but in the afternoon she has to take care of some other stuff, so I stay at home.
When I came back at lunch time, my mum said something like: “Grandma gave me some yoghurts which are going to expire soon…we could make a cake, with the heart-shaped silicon mould we got at Ikea”
*.* said and done, in three seconds, I had a plan for the afternoon, I decided to try out this ‘little adventure’. Now for whom that doesn’t know that…I have to say something… I am totally clumsy and goofy, especially in the kitchen, especially if we’re talking cakes. I try and try again because I like it and I have fun with that, but I am in no way an expert and I don’t even wanna become one.
Let’s hust say I want to be able to make cakes on my own, so I try and I try again until I can’t get them right.
So – I go looking for the perfect receipe, I open the fridge, find all the ingredients and I already notice I have a problem: receipe says to use just ONE yoghurt cup, but I have EIGHT.
I can’t surely use them all, but I decided to use two anyway, it’s plain white yoghurt, it has no particular taste, shouldn’t be a problem, right?

Yoghurt and eggs in the bowl -Yoghurt e uova nella ciotola

La ricetta è veramente semplice – dice di mischiare prima le uova con lo yoghurt (vedi foto sopra) poi di infilarci dentro tutti gli altri ingredienti (farina, zucchero, lievito, pizzico di sale e olio di semi o.O ) e girare, poi versare l’impasto e infornare. Cosa può mai andare male?

Receipe is really simple – it says to mix first eggs and yoghurt (see pictures upward) than you just pour inside all the other ingredients (flour, sugar, yeast, a bit of salt, seed oil o.O) and mix everything, than pour the mixture and put it the oven. What can possibly go wrong?

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11th September

Non sono sicura che si dovrebbe ricordare questo giorno;  i morti e la loro memoria vanno sicuramente rispettati e va reso omaggio alle 2974 persone che hanno perso la vita 11 anni fa. E sono in prima linea per questo.Ma d’altro canto, segnare questo giorno nella storia equivale a dare importanza a quelle bestie che difendendosi con lo scudo della religione, si sono prese il diritto di spezzare tutte quelle vite umane.
Non lo so… a volte la punizione più forte mi sembra essere nell’oblio.
Tu non esisti, per noi non sei nessuno, non hai importanza.
Ma le persone uccise…oh quelle hanno importanza eccome.
Ed è per questo che scrivo questo post, adesso.
Perchè a prescindere da quello che penso, quello che sento è un’altra cosa.
Il mondo intero è stato ferito, esattamente come è stato ferito con l’olocausto, esattamente come è stato ferito con tutte le guerre che sono precedute prima, con tutto il sangue che è stato versato.
La pace è utopica, lo so bene. E la vendetta dovrebbe essere sovrannaturale. Onestamente spero lo sia, spero che un giorno, nell’aldilà, nel mondo degli spiriti, nell’inferno, in qualunque posto queste persone vadano dopo morte ricevano sulla loro anima tutta la sofferenza che hanno causato, tutto il dolore, non solo delle persone che hanno ucciso, ma dei loro familiari, dei loro amici, di tutte le persone del mondo che si riuniscono e si riuniranno per tutti gli anni a seguire, per ricordare quanto dolore è stato causato.
Perchè alla fine, noi non dimenticheremo e non perdoneremo.
p.s. So che la canzone è stata scritta per altri scopi, ma non ne trovo un’altra che definisca meglio i miei sentimenti.

I’m not sure this days should be remembered; dead and their memory has to be respected and w should pay honor to the 2974 people that lost their lives 11 years ago. And I’m in the first line for this.
But on the other hand, sign this day in history is giving importance to those beasts that shielding themselves with the shield of religion, took the right of killing so many human lives.
I don’t know…sometimes the strongest punishment seems the oblivion to me.
You don’t exist, to us you’re no one, you don’t matter.
But the people killed…oh they do matter.
And that’s why I’m writing this post right now.
Because what I think and what I feel are two different things.
The whole world has been hurt, just as it was hurt with the holocaust, just as it was hurt with all the wars that preceeded, with all the blood shed.
Peace is utopic, I know that. And vengeance should be supernatural. Honestly I hope it is, I hope that one day in the afterworld, in the world of the spirits, in hell, in whatever place those ‘people’ will go after they’re dead they’ll receive upon their soul all the suffering they caused, all the pain not only of the people they killed, but also those of their families, of their friends, of all the people that gather together and will gather in the future years, to remember all the pain that’s been cause.
Because in the end, we will not forget and will not forgive.

p.s. I know this song was written for something else, but I can’t find one that better can define my feeling.

Review: TvShow – Sinbad (Sky1, UK – 2012)

Molto spesso mi capita di gasarmi e di conseguenza avere voglia di parlare per ore e ore di cose per cui la maggior parte delle persone che ho intorno, non prova il minimo interesse.
Mi danno retta quei 10 minuti, ma poi devo cambiare argomento per non rischiare di annoiare, ed è per questo che ho pensato di inserire una nuova cetegoria, quella delle ‘recensioni’.
L’idea è di recensire qualsiasi cosa mi capiti di guardare, leggere o ascoltare, degno di nota o che comunque mi dia spunti di riflessione.E inauguro questa categoria nuova con uno show televisivo che si basa su un personaggio e le sue avventure a me particolarmente caro – e chi mi conosce lo sa 😛 – Sinbad il marinaio.
Premetto, prima di dire qualsiasi altra cosa, che il mio affetto per questo personaggio proviene dalla passione sfrenata che avevo ‘qualche’ anno fa, per un’altro telefilm basato sullo stesso personaggio “The New Adventures of Sinbad” 1996, produzione Canadese.
Questo telefilm è stato il primo show che in qualche modo mi ha ossessionata, non perdevo un episodio, sia inedito che replicato, ero costantemente aggrappata al Tv Sorrisi e Canzoni per scoprire se e quando lo avessero ritrasmesso anche negli anni successivi e parliamoci chiaro, il mio nickname “Lady Maeve” viene da lì.
Sul filone dei vecchi telefilm cult come Xena ed Hercules, The New Adventures of Sinbad mi ha coinvolta subito per le dinamiche di gruppo che non c’erano nè in Xena, nè in Hercules, che fondamentalmente si basavano su un “duo” di personaggi (protagonista e spalla), qui invece i personaggi erano 5 ed ognuno aveva la sua storia, le sue caratteristiche e portava qualcosa di unico e particolare nel gruppo che funzionava alla perfezione nel contesto.
(dinamiche che ho poi ritrovato in uno show simile ‘The New Adventures of Robin Hood’ ) si creava quella situazione di familiarità e fiducia nei personaggi che mi ha sempre incantata, probabilmente perchè a conti fatti desideravo anche io un gruppo di ‘amici’ a cui fare parte, qualcuno che potessi definire ‘famiglia’ anche se non c’erano legami veri di sangue. Per questo show ho avuto una vera e propria dipendenza, durata anni, continuata poi con l’aiuto di internet che mi ha permesso di trovare siti web e informazioni che durante le prime messe in onda non ero in grado di raggiungere, quindi immaginate la mia sorpresa e la mia morbosa curiosità quando dopo 14 anni, scopro che nel Regno Unito, Sky1 ha deciso di recuperare il personaggio di Sinbad, per un nuovissimo telefilm!

Ho dovuto immediatamente iniziare a guardarlo per capire con cosa avevo a che fare, fare i paragoni è naturale quando ami una cosa così tanto, ma mi reputo abbastanza intelligente da farli finire ad un certo punto e continuare per la mia strada quando non c’è più niente da paragonare.
Ovviamente questa recensione sarà totalmente spoiler free, non voglio togliervi il gusto di guardarlo.
Iniziamo proprio con la parte di comparazione:
Tralasciando i QUINTALI di Photoshop usati per questa immagine promozionale, si capisce subito una cosa – rispetto alla versione Canadese del ’96, questo Sinbad è sicuramente più realistico nella scelta del cast, per quanto fosse adorabile Zen Gesner, un Sinbad biondo e con gli occhi azzurri era abbastanza improbabile, Elliot Knight (ovviamente il ragazzo al centro dell’immagine promozionale) è sicuramente più credibile visivamente.
Un’altra differenza fondamentale è il punto dal cui le storie dei telefilm vengono raccontate:
Nel ’96 Sinbad ritorna a Baghdad dopo due anni passati in mare, mentre nel 2012, incontriamo un Sinbad nato e cresciuto a Basra, che non ha ancora il mare nella sia vita.
Nel ’96 Sinbad mette insieme un equipaggio per uno scopo preciso – Salvare la figlia del Califfo – nel pilot e ritrovare il suo maestro, lo stregone Dim Dim dopo.
Nel 2012, l’equipaggio di Sinbad viene messo insieme da una serie di eventi più o meno fortunati.
Ed da qui che le nostre strade si dividono, perchè è già chiaro che stiamo parlando di due cose completamente a sè stanti e che qualsiasi paragone diventa abbastanza stupido ed inutile.
Quindi passiamo alla trama, ai personaggi e a quello che penso personalmente di questo telefilm.
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