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Waiting for Superman

She’s watching the taxi driver, he pulls away
She’s been locked up inside her apartment a hundred days

She says, “Yeah, he’s still coming, just a little bit late
He got stuck at the laundromat washing his cape”
She’s just watching the clouds roll by and they spell her name like Lois Lane
And she smiles, oh the way she smiles

She’s talking to angels, counting the stars
Making a wish on a passing car
She’s dancing with strangers, falling apart
Waiting for Superman to pick her up
In his arms, In his arms
Waiting for Superman

She’s out on the corner trying to catch a glimpse
Nothing’s making sense
She’s been chasing an answer
A sign lost in the abyss, this Metropolis

She says…Yeah, he’s still coming, just a little bit late
He got stuck at the Five and Dime saving the day”
She says…If life was a movie, then it wouldn’t end like this
Left without a kiss
Still, she smiles, the way she smiles, yeah

She’s talking to angels, she’s counting the stars
Making a wish on a passing car
She’s dancing with strangers, she’s falling apart
Waiting for Superman to pick her up
In his arms, In his arms
She’s waiting for Superman

To lift her up and take her anywhere
Show her love and climbing through the air
Save her now before it’s too late tonight
Oh, like a speeding light
And she smiles

She’s talking to angels, she’s counting the stars
Making a wish on a passing car
She’s dancing with strangers, she’s falling apart
Waiting for Superman to pick her up
In his arms, In his arms
She’s waiting for Superman

To lift her up and take her anywhere
Show her love and climbing through the air
Save her now before it’s too late tonight
She’s waiting for Superman
Source: DirectLyrics

Home is where the pain is.

Sunset

It took time, took time to develop a concept
A new me
based upon the traits from which I could not flee
It took time, took time to embrace the nature
All my dreams
All this time just turned into a sad long wait

This sad long tale of moments passé
must come to an end before it is too late
Wasn’t born to hate, I was made to love
but I never knew it was so hard

It took time, took time to accept the fact
that one must lose
everything except what you do not choose

It’s taken time, long time and yet more time
it will take
before my heart is free and brave enough to break

This sad long tale of moments passé
must come to an end before it is too late
Wasn’t born to hate, I was made to love
but I never knew it was so hard

This sad bouquet of forget-me-not
that I threw away is growing scars and dots
In this weary heart where there’s a bird, so shy
but one of these days that bird will learn to fly

 

We are the Others

Noi siamo gli altri.
Ma quali altri?  Tutti, siamo tutti gli altri.
Questo post è ovviamente e in maniera abbastanza scontata, ispirato a quello che è successo ieri e a quello che è successo nel 2007, ma partiamo con ordine.
Non avevo mai avuto il tempo di interessarmi ai Delain, band olandese di Martjin Westerholt (fratello di Robert dei Within Temptation, tanto per farci capire) se non per brevi e sporadici momenti in cui ascoltavo qualche loro canzone in maniera anche abbastanza distratta per via di qualche collaborazione – The Gathering con Marco Hietala o No Compliance con la stessa Sharon – per esempio.
Fino a quando una mattina, entrando a fare il classico giro dei social network dal cellulare, non leggo sull’account ufficiale dei Within Temptation che sia Sharon che Robert hanno preso parte alle riprese del nuovo video dei Delain – We are the Others.
Che carini!
Penso, ma non è una novità, in un modo o nell’altro ho sempre visto su internet e sui cd che compro gli artisti che seguo collaborare con altri artisti, per musica, video, fotografie… qualsiasi cosa.
Più tardi lo stesso giorno, entrando questa volta su Facebook, c’è un post della pagina ufficiale della fondazione Sophie Lancaster, che diceva più o meno la stessa cosa. ‘Abbiamo preso parte alle riprese del nuovo video dei Delain – We are the Others.
Ed è stato proprio questo che ha scatenato il fulmine a ciel sereno: dovevo assolutamente documentarmi su cosa stesse succedendo nel mondo dei Delain.

Una piccola premessa per chi magari, non conosce Sophie Lancaster.
Sophie era una ragazza inglese, nata nell’86, che l’11 Agosto del 2007, venne attaccata da una banda di ragazzini insieme al suo ragazzo Robert Maltby, e picchiata a sangue freddo praticamente fino all coma.
Perchè? Perchè entrambi erano dark.
Mentre il ragazzo, Robert, si è salvato. Per Sophie non c’è stato niente da fare e dopo tredici giorni, i genitori hanno acconsentito a staccare le macchine che la tenevano in vita.
Per onorare la memoria di Sophie, la sua famiglia e i suoi amici hanno istituito una fondazione, la Sophie Lancaster Foundation, che attraverso la campagna S.O.P.H.I.E. raccoglie fondi per eventi e gruppi di informazione sulle sottoculture e sul rispetto di queste.
S.O.P.H.I.E. – La scritta che poi è diventata il simbolo della campagna e che si trova su quello che è forse il pezzo più famoso del merchandise della fondazione, ha trasformato il nome di Sophie nell’acronimo di “Stamp Out Prejudice Hatred and Intolerance Everywhere” ovvero “calpesta il pregiudizio, l’odio e l’intolleranza ovunque”

Sono venuta a conoscenza dell’episodio e della fondazione grazie alla mia Sassy, la mia prima amica “goth” nel senso più puro e vero dell termine.
Mi aveva raccontato il significato del braccialetto già nel 2007, a Dicembre…o forse nel 2008, ma solo due anni fa, rielaborando il tutto da sola su internet, mi sono sentita coinvolta a tal punto che ho comprato il braccialetto.
Non sono mai stata una ‘dark’ (anche se molte persone l’hanno sempre pensato, Dio solo sa perchè) ma una diversa…una diversa sì.  E vorrei aggiungere che ‘sei diversa’ solo quando ti ci fanno sentire, quando te lo dicono. Quando tutte le idee delle persone che hai intorno non collimano con le tue e improvvissamente la divergenza sembra avere tantissima importanza.
In 25 anni, mi sono sentita dire e dare tantissime definizioni, dalla ‘dark’ alla ‘lesbica’ all’ ‘alternativa’…qualcuno addirittura mi ha chiesto se fossi  ‘satanista’ (ma serio? io? o.O) quindi presumo di essere sicuramente una ‘degli altri’ una parte delle sottoculture, anche se non so precisamente di quale.
Una di quelle persone che è fuori dal coro, dalle masse… anche se è una frase troppo semplicistica per me.
Io sono semplicemente me stessa, una ragazza che cerca di pensare con la sua testa e che combatte tutti i giorni per stare bene, per essere felice e per seguire i propri sogni.
Se poi questo è agire fuori dalla massa non lo so, ma di sicuro le persone che ho avuto intorno e che ho ancora in torno, sembrano avvertire questa differenza.

Tornando ai Delain – cercando su internet ho scoperto che tutto il loro nuovo album – We Are The Others è dedicato a Sophie e alla sua memoria e il singolo della titletrack è stato scritto apposta per lei.
È bastato questo non solo per far salire i Delain nella classifica “artisti che rispetto” ma anche per farmi interessare immediatamente alla loro musica e ve lo dico sinceramente – spaccano. Di brutto.
We Are The Others è una canzone molto bella e anche orecchiabile, il che è fondamentale secondo me, se una canzone è orecchiabile, piacerà anche a persone non abituate al genere e la storia di Sophie raggiungerà anche loro.

E proprio ieri è uscito il video per il singolo, preceduto da una campagna lanciata dalla band – che ha invitato tutti i fan a fare una foto con la scritta “We Are The Others” e a postarla sul loro facebook. Risultato? Un maxi collage che ora fa da sfondo al loro account twitter – ed è per questo che l’altro ieri, sono andata girando con la scritta “We Are The Others” sulla mano – come si vede in foto.

Sono sempre stata profondamente convinta che una canzone valga più di mille parole, e quindi vi lascio con il videoclip di We Are The Others, guardandolo, forse…capirete perchè ho deciso di fare questo post sul blog.
Vi invito anche a non fermarvi qui, e a dare un occhiata a tutti i siti ‘ufficiali’ di Sophie – che trovate sulla pagina facebook ufficiale: The Sophie Lancaster Foundation ci sono tantissime cose in suo onore e penso valga la pena guardarle tutte.

Intanto: Delain – We Are The Others

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